Veloci, ma verso dove?
Velocità, direzione e performance: perché correre non significa avanzare. Una riflessione per manager e professionisti su scelte, senso e lavoro sostenibile.
C’è una convinzione silenziosa che permea le vite di tutti noi e anche il lavoro: se non stai correndo, stai perdendo tempo.
Agenda piena, decisioni rapide, messaggi a raffica.
Siamo veloci. Spesso molto veloci. Oserei dire frenetici.
Eppure, sempre più persone mi dicono una cosa semplice e scomoda: “Faccio tantissimo, ma non so se sto andando nella direzione giusta.”
Il problema non è la lentezza. È la velocità senza direzione.
Correre non significa avanzare
Essere veloci dà una sensazione rassicurante. Ti fa sentire attivo, produttivo, dentro al flusso.
Ma la velocità, da sola, non garantisce progresso.
Amplifica solo ciò che stai già facendo.
Se la direzione è chiara, la velocità aiuta.
Ma se la direzione è confusa, la velocità diventa dispersione.
E questo vale sul lavoro come nella vita soprattutto quando dici sempre sì e poi ti chiedi perché sei esausto o quando chiudi task ma non senti avanzamento oppure ancora quando reagisci bene… ma non scegli davvero.
Il mito moderno dell’efficienza
Viviamo immersi in un culto dell’efficienza. e del fare di più, più in fretta, con meno errori.
Ma raramente ci fermiamo a chiederci: efficiente per andare dove?
In azienda lo vedo spesso.
Persone molto competenti, preparate, reattive… che ottimizzano processi, tempi, strumenti senza mai rimettere in discussione la direzione.
E nella vita succede lo stesso. Si organizza tutto, si incastra tutto, ma poi si perde il senso di quello che si sta costruendo.
La direzione non è…
La direzione non è una frase motivazionale. un obiettivo vago e nemmeno un “poi vediamo”
La direzione è una scelta concreta, è decidere cosa conta davvero e accettare che non tutto può andare veloce insieme.
A volte richiede una cosa che oggi facciamo fatica a tollerare: fermarsi a pensare prima di accelerare.
Quel momento sospeso in cui non stai facendo, ma stai scegliendo.
Direzione e velocità: il lavoro invisibile
Nel mio lavoro non aiuto le persone a “correre meglio”.
Le aiuto a capire prima dove stanno andando.
Perché senza direzione la velocità stanca, l’efficienza svuota l’anima e la performance diventa una gabbia.
Con una direzione chiara, invece la velocità diventa uno strumento, non una prigione.
Qui torna, in modo naturale, il PDCA vissuto non come metodo rigido, ma come forma mentale.
- Plan: dove sto andando davvero?
- Do: agisco, anche in modo imperfetto
- Check: osservo se questa strada mi assomiglia
- Act: aggiusto, prima di accelerare
Manager, professionisti, persone
Questo non è un tema solo manageriale. È un tema umano. Perché i manager sono prima di tutto persone.
E le persone non hanno bisogno di correre sempre, ma hanno un gran bisogno di sapere perché stanno correndo.
La vera maturità non è fare tutto velocemente, ma è sapere quando accelerare e quando rallentare per non perdersi.
Take away
Per chi vuole iniziare
Se stai andando molto veloce, chiediti: “Se continuo così, dove arrivo tra sei mesi?”
Per chi è già nel gioco
La vera competenza oggi non è la velocità.
È scegliere la direzione e proteggere ciò che la sostiene
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.