I soldi sono importanti ma non sono tutto
Spesso pensiamo che uno stipendio sia sufficente per trasformare un collaboratore in un collaboratore motivato ed entusiasta.
Bene, è uno sbaglio. I soldi sono importanti, ma non sono tutto.
I soldi sono importanti, ma non sono tutto.
Inizio questo post in modo un po’ provocatorio, ma mi capita spesso di parlare con imprenditori che si lamentano per una rendita non completamente soddisfacente dei collaboratori anche a fronte di un “buono stipendio”.
Oppure che si lamentano per il fatto che i collaboratori spesso chiedono un aumento, che gli imprenditori considerano ingiustificato.
Per certi versi comprendo sia la frustrazione del collaboratore, sia quella dell’imprenditore.
Sono entrambe legittime e sono la rappresentazione di un vissuto soggettivo.
La leva economica è importante, ma non è la principale leva che porta le persone a impegnarsi.
E’ UNA delle leve che motivano, ma non sempre la principale.
Indagare sulle reali leve motivazionali del team è un passaggio importante per riuscire a muovere l’intera squadra nella direzione desiderata.
E non sto parlando di manipolazione, ma di attenzione ai dettagli.
Sono infatti quelli che possono sembrare dettagli a fare la differenza.
Dale Carnegie sintetizza perfettamente questa idea in una metafora che trovo molto chiara e comprensibile ed efficace:
“Personalmente, vado matto per le fragole con la panna; ma, non so per quale strana ragione, i pesci preferiscono i vermi. Così, quando vado a pescare, non cerco di adattare i loro gusti ai miei, ma mi rassegno ai gusti loro. Quindi, non metto sull'amo fragole con panna, ma lombrichi o cavallette, e li butto ai pesci, sperando che gradiscano. Perché non usare lo stesso elementare buonsenso anche quando trattiamo con la gente?”
E ora mi rivolgo proprio a te, imprenditore.
Quante volte ti sei fermato a indagare quale potrebbe essere la leva più efficace che motiva un tuo collaboratore a dare il meglio di sè?
E se con tua grande sorpresa aumenti di stipendio e benefit fossero solo dei palliativi per compensare uno scarso senso di appartenenza e coinvolgimento?
Azzardo anche una lettura del pensiero. Immagino che tu stia pensando: “con tutto quello che ho da fare, con la baracca da mandare avanti, adesso devo mettermi anche a pensare come motivare i miei collaboratori?”
Ti rispondo di sì, soprattutto se vuoi essere un leader oltre che un imprenditore e se vuoi investire bene soldi, tempo (che poi è denaro) ed energie.
In qualità di leader dobbiamo essere prima di tutto un esempio, dobbiamo aver tempo di ascoltare, incoraggiare, incentivare il miglioramento!
Non dobbiamo far bella mostra di noi, ma dimostrare con il nostro esempio una tappa raggiungibile.
Dobbiamo stimolare a fare e rifare fino a quando si ottengono i risultati desiderati e dobbiamo premiare quel raggiungimento.
Un leader non dimostra quanto è bravo, per vanto, ma fa diventare bravi gli altri stando a fianco.
Un leader non si sostituisce ma educa.
Un leader premia e ringrazia, coinvolge e ascolta.
Perchè sa che ascoltando, troverà la chiave per accendere il motore della sua squadra.
Un leader illuminato, non gira per la sua azienda in cerca dello sbaglio, ma in cerca di ciò che è fatto bene, sa dire bravo a chi fa bene il suo lavoro e non dirà mai che ha fatto solo il suo dovere.
Certo, corregge quando c’è da correggere, ma saprà farlo in modo propositivo e allenando la causatività dei suoi collaboratori.
Soprattutto non avrà paura che le persone gli chiedano un aumento. Anche perchè se accade, accade, secondo le statistiche, solo nel 5% dei casi e questo è un rischio che può essere etichettato come “rischio calcolato”.
Nulla in confronto al rischio di avere persone demotivate in team!
Penso valga la pena rifletterci!
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Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.