Non ho tempo
Non ho tempo da perdere!
E se a mancare non fosse il tempo, ma il coraggio di cambiare?
Non ho tempo dɑ perdere!
Non posso occupɑrmi ɑnche di quello che pensɑno i miei dipendenti!
Non posso perdere tempo, dobbiɑmo pensɑre ɑ produrre e fɑtturɑre.
C’è chi te lo dice in faccia, c’è chi te lo fa capire, ma il punto dolente è che sono in tanti imprenditori che la pensano ancora così.
Difficile e faticoso far capire che per 𝙥𝙧𝙤𝙙𝙪𝙧𝙧𝙚 𝙚 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙥𝙞𝙪̀, servono anche le cosiddette soft skill e una buona dose di quella che Goleman ha battezzato intelligenza emotiva.
Difficile e faticoso far capire che oltre esperti di budgeting e marketing strategico, ingegneri etc, risorse che considero imprescindibili per l’eccellente riuscita di un business, serve coordinamento e comunicazione efficace tra queste figure, serve senso di apartenenza, serve condividere un sogno, serve essere allineati su regole e valori.
Non a caso ad esempio il CEO di Microsoft Satya Nadella dice “𝖠𝗌𝖼𝗈𝗅𝗍𝖺𝗍𝖾 𝗇𝗈𝗇 𝗌𝗈𝗅𝗈 𝗂 𝗏𝗈𝗌𝗍𝗋𝗂 𝖼𝗈𝗇𝗌𝗎𝗆𝖺𝗍𝗈𝗋𝗂 𝗆𝖺 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗂 𝗏𝗈𝗌𝗍𝗋𝗂 𝗅𝖺𝗏𝗈𝗋𝖺𝗍𝗈𝗋𝗂 𝗉𝖾𝗋 𝖾𝖼𝖼𝖾𝗅𝗅𝖾𝗋𝖾”.
E non è un caso se il CEO di Pepsi sostiene che 𝙡’𝙖𝙢𝙗𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤 𝙙𝙚𝙫𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙢𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙙𝙞𝙫𝙞𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙞𝙙𝙚𝙚, 𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙞𝙡 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖𝙧𝙚 𝙖𝙥𝙚𝙧𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙚̀ 𝙢𝙤𝙡𝙩𝙤 𝙞𝙢𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙣𝙩𝙚.
Troppo spesso dimentichiamo che per far funzionare le cose dobbiamo iniziare dalla base.
Potresti avere in azienda i migliori giocatori, ma potrebbe capitare che non abbiano capito che ruolo stanno giocando.
Ti sembra esagerato? Eppure è quello che troppo spesso vedo capitare.
Lavoratori con alto potenziale, che non vedono l’ora di timbrare il cartellino e non perchè sono fancazzisti, ma perchè non si sentono coinvolti, non sono stati responsabilizzati, non sono parte di un sogno.
Kim Scott nel suo Radical Candor dice che spesso sottovalutiamo il lavoro emozionale dell’essere un capo. In realtà questo aspetto non è solo una parte del lavoro ma è la chiave per essere un buon capo.
Ed è per questo che è utile comprendere che una sfida importante per il management è costruire 𝚟𝚎𝚛𝚎 𝚛𝚎𝚕𝚊𝚣𝚒𝚘𝚗𝚒 𝚍𝚒 𝚏𝚒𝚍𝚞𝚌𝚒𝚊 con ogni membro che riporta a te.
Un manager illuminato costruisce una “cultura della guida” attraverso apprezzamento e critica costruttiva data mettendo il focus sulle aree di miglioramento, comprende la reale motivazione che ogni persona del suo team ha nel fare “bene”, incentiva il personale successo che sa concorrere al successo dell’azienda.
Invito a leggere il libro di Simon Sinek “Ultimo viene il leader” che apre uno spazio di pensiero importante su quanto garantire un ambiente sano e di crescita, oltre che collaborativo e rispettoso all’interno dell’azienda consenta di concentrare tutte le forze per restare competitivi sul mercato, piuttosto che sprecarle per difendersi all’interno dell’azienda stessa.
Un vero leader non inizia criticando ma chiedendo di essere criticato. Così facendo dimostrerà di essere consapevole di non avere sempre ragione, acquisirà nuovi punti di vista e soprattutto si ricorderà che effetto fa ricevere critiche.
Certo, perchè questo sistema sia efficace serve conoscere alcune tecniche che rientrano appunto nelle cosiddette soft skill.
Un vero leader non dirà mai che non ha tempo, ma userà bene il suo tempo e sa soprattutto che le case si costruiscono dalle fondamenta.
Pᴇʀ ғᴀʀᴇ ᴛᴜᴛᴛᴏ ᴄɪᴏ̀ ᴄɪ ᴠᴜᴏʟᴇ ᴄᴏʀᴀɢɢɪᴏ.
Perchè le soft skill prevedono la capacità e consapevolezza di voler cambiare con responsabilità e determinazione.
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Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.