L’importanza delle persone
L’importanza delle persone. Se ne parla spesso, se ne parla tanto, a riprova che il problema esiste. Stiamo parlando della capacità di coinvolgimento del personale come elemento per aumentare la performance. E di come un vero leader posso fare la differenza.
L’importanza delle persone. Se ne parla spesso, se ne parla tanto, a riprova che il problema esiste.
Stiamo parlando della capacità di coinvolgimento del personale come elemento per aumentare la performance. E di come un vero leader posso fare la differenza.
E’ infatti sempre più chiaro che, dalle piccole aziende ai colossi multinazionali, è necessario dare grande importanza a chi vi lavora. Diversi studi mostrano che, maggiore è l’engagement – il coinvolgimento dei dipendenti nella vita aziendale e la loro soddisfazione – maggiore è il successo dell’azienda.
Molti leader si rendono conto della correlazione tra dipendenti felici e maggior produttività.
Peccato che da recenti studi emerge che il tasso di coinvolgimento dei dipendenti sembra sempre più basso.
Per ciascun individuo è importante avere un senso di sicurezza psicologica, ovvero la tranquillità di lavorare all’interno del proprio team, di sentirsi a proprio agio nel proporre idee e soluzioni, di poter utilizzare le proprie competenze e gli strumenti a disposizione per trovare il miglior modo di gestire una situazione.
Mi piace molto l’immagine che usa Simon Sinek nel suo libro “Ultimo viene il leader”, quando parla di cerchio della sicurezza.
Se sento di potermi fidare dei colleghi e delle persone con cui lavoro, se sento che il mio capo mi vede e vede ciò che faccio, indirizzerò le mie energie verso l’esterno e non a “guardarmi le spalle”.
Ma come fare per dare il giusto spazio e la giusta motivazione a tutti?
Mentre scrivo mi viene in mente che ancora prima bisogna appunto parlare di fiducia. Fiducia in sè stessi e fiducia negli altri. Perchè per avere fiducia negli altri, bisogna averne prima in sè stessi.
In un mondo sempre più competitivo dove spesso vige la regola “mors tua vita mea”, parlare di fiducia reciproca è diventato quasi un paradosso.
Eppure “fare squadra” è proprio parte della nostra cultura evolutiva. Se noi siamo non solo sopravvissuti, ma siamo diventati la specie dominante è dovuto anche a questa nostra abilità di restare compatti di fronte a un pericolo.
Troppo spesso i team non funzionano, perché i leader instaurano un clima di eccessiva competizione interna e ciò porta i singoli a focalizzarsi sul “pericolo da fuoco amico” piuttosto che verso il problema esterno da risolvere.
Ecco che un eccellente leader deve coltivare, alimentare, un sano rapporto di fiducia tra sè stesso e il suo team e tra le persone che compongono il team stesso.
Prima di tutto è utile responsabilizzare ogni singola persona.
Ogni persona che condivide un ambito lavorativo è responsabile per l’ambiente che si crea, nessuno escluso.
Ogni giorno, sostiene Matt Dean nel suo The Soft Stuff, ciascuno di noi partecipa a una moltitudine di situazioni ed eventi. A seconda della situazione, il nostro ruolo sarà diverso. L'autore ne identifica tre:
- Attore: quando facciamo qualcosa, agiamo in prima persona.
- Osservatore: quando siamo consapevoli di un evento, sappiamo che qualcosa è successo.
- Ricettore: quando siamo sottoposti (anche indirettamente) ad una situazione che ci mette a disagio, che ci fa mancare la sicurezza psicologica.
Nel dettaglio, quando siamo Attori, è importante essere pienamente coscienti del nostro ruolo, e delle conseguenze che ciò che diciamo e facciamo possono avere sugli altri.
Se siamo Ricettori, è importante condividere il nostro disagio, ed è importante che questo avvenga con la certezza di poterne discutere.
Il ruolo dell’Osservatore, che tradizionalmente ci porta a metterci in disparte per non subire le conseguenze della situazione, deve cambiare: deve diventare un ruolo di supporto per i Ricettori, deve essere il primo fautore del cambiamento, che metta in luce ciò che vede, ma che fornisca anche un modello comportamentale per la risoluzione del problema.
Come ottenere tutto ciò?
Comunicado in modo efficace, padroneggiando le tecniche del feedback, strutturando molto bene gli obiettivi, avendo ben chiara la propria identità e a quali valori risponde ed essendo integri.
Come puoi immaginare le azioni da compiere sono semplici, ma allo stesso tempo complesse e richiedono ancora una volta un lavoro solido di condivisione di un obiettivo comune e dei valori di integrità e fiducia. Ma soprattutto serve la voglia di mettersi in gioco!
Da dove partire? Dal leader, che come tale deve ispirare gli altri e come direbbe l’Ammiraglio William H. McRaven, da piccoli costanti gesti significativi, come “rifarsi il letto”.
A tal proposito ti invito ad ascoltare il famoso discorso dell’Ammiraglio o a leggere il libro che è nato proprio da quel discorso.
►Ti è piaciuto quello che hai letto e vuoi scoprire che strategie mentali uso per allenare alla leadership chi mi sceglie?
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Ascolterò la tua storia e decideremo insieme come posso esserti utile!
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.