L’illusione della complessità
Nel mio ultimo articolo parlavo di quanto la semplicità sia una scelta coraggiosa, non un compromesso.
E chi lavora in profondità lo sa: semplice non vuol dire banale, vuol dire essenziale.
Nel mio ultimo articolo parlavo di quanto la semplicità sia una scelta coraggiosa, non un compromesso.
E chi lavora in profondità lo sa: semplice non vuol dire banale, vuol dire essenziale.
Eppure, continuo a vederlo: gente che infiocchetta consulenze vuote, processi che sembrano il gioco dell’oca, linguaggi da codice segreto che manco nei servizi segreti.
Sembra che complicare sia sinonimo di valore.
Spoiler: non lo è.
Quando sembrare impegnati conta più che essere efficaci
Viviamo in una cultura dove “essere incasinati” è una medaglia.
Se hai tempo per pensare, per scegliere, per semplificare… allora “non stai facendo abbastanza”.
Siamo immersi in un mondo che premia chi si muove tanto, anche se non va da nessuna parte.
Io, invece, con chi lavora con me, spesso comincio da una frase semplice: facciamo un passo indietro.
Perché a volte è l’unico modo per smettere di girare in tondo.
Il complicato come alibi
La verità è che la complessità ci rassicura.
È un bellissimo alibi per non cambiare nulla.
Più una cosa è complicata, più possiamo dire:
– “Eh, ma è difficile…”
– “Ci vuole tempo…”
– “Serve un tool che ancora non abbiamo…”
Nel frattempo, perdiamo tempo, lucidità e senso.
E il bello è che lo facciamo con l’agenda piena e l’aria affannata.
Siamo esperti nel perdere tempo… con stile.
Semplificare è un atto radicale
Semplificare vuol dire scegliere.
E scegliere vuol dire escludere.
E questo, guarda caso, spaventa.
Ma chi ha davvero visione, lucidità e coraggio, fa così:
- Taglia il superfluo.
- Punta dritto al nodo.
- Evita di giocare al “chi è più incasinato vince”.
Per questo dico che la semplicità non è per tutti. È per chi ha le spalle dritte.
E se ti sei riconosciut*…
…tranquill*.
Anche io a volte ci casco.
Ma quando capita, mi rimetto lì e mi alleno.
Alla sottrazione, alla chiarezza, al coraggio.
Perché il vero prestigio oggi non è complicare. È risolvere.
Prossimo capitolo in arrivo:
Nel secondo capitolo andiamo avanti...non ti svelo ancora nulla ma se fino a qui ti sei ritrovato, resta sintonizzat*.
Questa "miniserie" è per chi ha deciso che fare bene è più interessante che sembrare impegnato.
TAKE AWAY – PER CHI VUOLE INIZIARE
Se ti senti sopraffatt* dal caos delle giornate:
– Fermati e chiediti: "Sto davvero scegliendo, o sto solo reagendo?"
– Prova a segnare oggi una sola cosa da togliere, invece che aggiungere.
– Ricorda: semplificare non è mollare. È iniziare a scegliere.
TAKE AWAY – PER CHI È GIÀ NEL GIOCO
Se lavori già da tempo su te stess* o nel tuo ruolo professionale:
– Chiediti: quale parte del mio processo complico per sentirmi indispensabile?
– Qual è il mio vero nodo? Lo sto affrontando, o sto girandoci attorno con scuse eleganti?
– Ogni tanto, la cosa più potente che puoi fare è togliere il rumore e guardare in faccia il centro.
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.