Corri il rischio

Corri il rischio

Quale? Quello di essere felice usando il coraggio del cambiamento.
Coraggio e cambiamento sono la "vitamina C" della felicità

Corri il rischio

Cambiare è possibile, cambiare richiede coraggio.
Un coraggio diverso da quello che vi aspettate.
Il coraggio di essere felici e di essere in grado di farlo da soli.


Quando inizio le sessioni di coaching so che il primo passo è stato fatto ed è il più importante o meglio è il primo dei più importanti.
Il primo passo nasce dalla voglia di cambiare qualcosa.
É spesso il passo che ci porta via da qualche cosa che non vogliamo più ma non è detto che sia già chiaro verso cosa andare.
Il più delle volte le persone restano stranite quando faccio notare che non voler soffrire non è automaticamente un essere felice
Non voler soffrire è la prima certezza, ma poi serve riempire di significato specifico quel “essere felice”.
L’abitudine a ragionare per modelli perfetti, la costante ricerca di perfezione ci rende insicuri e ci impedisce di fare dei passi importanti.
Ci tiene nell’immobilismo, perchè piuttosto che fare un passo falso o non riuscire subito in tutto, ci tiene impantanati in situazioni inutili ma apparentemente perfette.
Il perfezionismo è nemico dell’azione e del coraggio mentre è amico della procrastinazione e dell’immobilismo.
Ti è mai capitato di rimandare così tanto un progetto in attesa di poterlo fare meglio fino a correre il rischio di non farlo più o di vederti fregata l’idea da qualcun altro magari meno preparato di te ma più “coraggioso”?
Incontro persone che sono finalmente stufe di attendere il momento giusto perchè si rendono conto che sono ferme ai blocchi di partenza da troppo tempo.

E perchè sono ancora ferme ai blocchi di partenza?
Spesso capita, e qui risiede il secondo ingrediente, che queste persone, normalmente molto brillanti, siano alla ricerca costante della gratificazione.
Si aspettano un complimento, un’osservazione, si aspettano di essere viste.
Ma le prime a non vedersi, ahimè sono proprio loro.
Mi basta consigliare un allenamento semplice, ma non banale.
L’allenamento è trovare 5 cose ogni giorno per cui queste persone possono dirsi brave.

E qua accadono almeno 3 magie:

  1. le persone si rendono conto di quante cose fanno e danno per scontate, considerano normali (concetto legato alla perfezione e alla alta performance)
  2. se abbiamo a che fare con procrastinatori agiscono per trovarle, perchè in una fase iniziale del coaching c’è il piacere di essere visti e apprezzati dal coach (performance e perfezione usate come leva di azione)
  3. così facendo le notano (prendono contatto sensoriale ed emotivo con le azioni) e notano che “cambiare” non è poi così difficile, ma è possibile.

 

Attenzione che desiderare una ricompensa è perfettamente normale; non è per forza un comportamento dannoso o comunque da condannare a priori.
La cosa pericolosa è delegare solo all’esterno questa gratificazione e non essere in grado in autonomia di misurare il proprio valore.

É arrivato il momento per la domanda provocatoria: e se la nostra ricompensa più alta fosse la nostra felicità…correre il rischio di essere felici?

Nel libro “The courage Map” Franziska Iseli suggerisce di scollegare le azioni  dal risultato finale e di dedicarci a un’attività solo per il gusto di farlo, senza pensare al dopo.
Un po’ come la differenza tra cercare la felicità e vivere felicemente.
Alleniamoci ad abbandonare il sogno di una vita perfetta e apprestiamoci a vivere una vita imprevedibile, intensa e avventurosa.

É proprio prima di volare, quando ci si rende conto che è possibile che c’è l’ultimo passaggio importante di consolidamento della strategia da fare.
É il momento in cui si concretizza il coraggio del cambiamento, perché non basta vedere che è possibile cambiare, ma è necessario prendersi la responsabilità del proprio cambiamento e consolidare le nuove abitudini.
É qui che normalmente si trova la forza per credere nei nostri sogni e buttarci. 
É a questo punto che le vecchie abitudini diventano un ricordo e  sperimentare e misurare le nostre potenzialità, sfidandosi, diventano compagne di viaggio.

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Chi è l’ɑutore di questo ɑrticolo

Antoniɑ Gɑlvɑgnɑ, coɑch, consulente e trɑiner.

Ideɑtrice del metodo “Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’ɑngolo”

Il mio perchè: Essere lɑ personɑ che ɑvrei voluto incontrɑre nei momenti di “svoltɑ dellɑ miɑ vitɑ”

 



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