Il meglio si scopre facendo: il coraggio di essere principianti
Aspettare di sentirsi pronti può impedirci di iniziare. Essere principianti significa fare, imparare, correggere e scoprire che il meglio si costruisce facendo.
Quando ho deciso di creare il mio podcast cercavo semplicemente un altro modo per dare forma ai miei pensieri.
Scrivevo già da tempo: articoli, riflessioni, parole che affidavo al mio blog e a chi avesse voglia di fermarsi a leggerle.
Continuo ad amare la scrittura. Anche perché non scrivo soltanto per chi mi legge, scrivo anche per me.
Rileggere ciò che ho scritto negli anni è un metro silenzioso della mia evoluzione. Mi permette infatti di incontrare la persona che ero, le domande che mi ponevo, qualche certezza che nel frattempo ho abbandonato e pensieri che, invece, continuano ad appartenermi.
Ma il mondo intorno corre sempre più veloce: newsletter, notifiche, messaggi, contenuti e quindi chiedere a qualcuno di fermarsi e leggere è diventato quasi un piccolo atto di resistenza.
E io, poi, sono sempre stata un po' in disparte. Così è nato Around the Corner. Volevo dare voce, letteralmente, ai miei pensieri.
Non immaginavo quanto quella voce avrebbe raccontato anche me.
La prima volta non sei ancora quello che diventerai
In queste settimane sto lavorando alla quinta stagione.
Qualche tempo fa ho riascoltato alcune puntate della prima e mi hanno fatto tenerezza.
Sento il timore. La voce che cerca il proprio spazio. La difficoltà di stare dietro a un microfono senza avere davanti qualcuno con cui parlare.
Oggi farei molte cose diversamente, ma posso ascoltare quella prima stagione proprio perché, a un certo punto, ho deciso di farla.
Fatto è meglio di perfetto.
È una frase che rischia di diventare uno slogan se la interpretiamo come un invito ad accontentarci.
Per me significa esattamente il contrario.
Significa accettare che non possiamo migliorare qualcosa che non abbiamo mai iniziato.
Se ci pensi non esisterebbe la quinta stagione se non ci fosse stata la prima e la prima non sarebbe mai esistita se avessi aspettato di sentirmi pronta per fare la quinta.
Il meglio si scopre facendo
Potevo fare meglio?
Certamente.
Posso fare meglio oggi?
Ancora sì.
E allora perché ho pubblicato qualcosa che sapevo essere migliorabile?
Perché c'è una cosa che ho imparato negli anni: il meglio si scopre facendo.
Possiamo studiare, prepararci, immaginare, progettare, ma arriva un momento in cui dobbiamo entrare nella realtà e fare, ascoltare, correggere, riprovare.
È nel confronto tra ciò che avevamo immaginato e ciò che accade davvero che scopriamo il passo successivo.
Ogni stagione del podcast mi ha insegnato qualcosa.
Il tono, il ritmo, le pause, laa struttura, il modo in cui voglio raccontare una storia. E soprattutto il modo in cui voglio raccontarla io.
Diventare principianti
Quest'anno ho deciso di seguire personalmente l'intero processo.
Scrivo, registro, taglio, mixo.
Mi sono persino creata le musiche, perché volevo che anche quelle mi assomigliassero.
Alcune puntate le registro più volte, cercando il ritmo e la struttura che sento giusti.
In altre lascio volontariamente qualche piccola imperfezione.
Un'esitazione, una parola che avrei potuto dire meglio.
Un passaggio che tecnicamente avrei potuto ripulire.
Non per trascuratezza, ma perché oggi riesco ad accettare che non tutto ciò che è imperfetto debba necessariamente essere cancellato.
E per me questa è una conquista.
Per molto tempo molte cose sono rimaste nella mia testa in attesa di essere abbastanza perfette per diventare pubbliche.Quel momento, naturalmente, non arrivava mai.
Non è un elogio del pressappochismo
Essere disposti a pubblicare qualcosa di imperfetto non significa rinunciare alla qualità, al contrario.
Continuo a studiare.
Continuo a correggere.
Continuo a registrare nuovamente una puntata quando so che posso renderla migliore.
La differenza è che oggi la ricerca del miglioramento non mi impedisce più di partire.
Forse crescere significa anche questo: avere il coraggio di essere principianti, accettare di non essere immediatamente bravi, esporsi alla possibilità di non piacere.
Guardare ciò che abbiamo fatto ieri senza giudicarlo con gli strumenti che possediamo oggi.
E continuare, perché forse essere fieri di sé non significa guardarsi indietro e vedere una successione di cose perfette.
Significa riuscire a riconoscere la strada percorsa.
La prima stagione oggi mi fa tenerezza, ma non la cambierei, perché dentro quella voce ancora incerta c'è già tutto quello che sarebbe venuto dopo.
Il coraggio di cominciare prima di sapere esattamente come si fa.
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.