Diventare team leader: dal fare al costruire la propria leadership

Diventare team leader: dal fare al costruire la propria leadership

Diventare team leader richiede di passare dal saper fare al decidere chi si vuole essere. To Be, leadership e delega per costruire un nuovo ruolo professionale.

Diventare team leader: dal fare al costruire la propria leadership

Da To Do a To Be: il passaggio che trasforma un professionista in un leader

All'inizio della nostra carriera una parte importante dell'identità professionale si costruisce attraverso il fare.
Impariamo.
Produciamo.
Risolviamo problemi.
Rispettiamo scadenze.
Dimostriamo di essere affidabili.

Il nostro To Do ci permette di misurare l'efficacia e, contemporaneamente, di costruire fiducia nelle nostre capacità.
Faccio, ottengo un risultato, qualcuno lo riconosce. E quel riconoscimento rinforza la percezione che ho di me come professionista.
È un meccanismo utile e in una certa fase persino necessario.
Il problema nasce quando continuiamo a utilizzare lo stesso meccanismo anche quando il nostro ruolo è cambiato.

Quando essere bravi a fare non basta più

Lo vedo spesso nei junior manager che si preparano ad assumere la responsabilità di un team.
Sono arrivati fin lì proprio perché hanno dimostrato di saper fare.
Sono competenti, veloci, affidabili. Sanno intervenire quando qualcosa non funziona e spesso sono abituati a essere quelli che trovano la soluzione.
Poi diventano team leader e improvvisamente quello stesso fare, che fino a quel momento è stato uno dei motori della loro crescita, può diventare un ostacolo.
Continuano a intervenire, controllano, correggono, risolvono. Fanno prima loro e magari alla fine della giornata hanno lavorato moltissimo.
Ma stanno davvero facendo il lavoro di un leader?

Dal "To Do" al "To Be"

È qui che credo diventi importante recuperare una domanda che nella corsa professionale rischiamo di lasciare indietro:
Chi voglio essere?
E ancora prima:
Chi sono?
Quali caratteristiche mi appartengono?
Quali valori voglio portare nel mio modo di lavorare?
Come voglio che le persone si sentano quando lavorano con me?
Che tipo di leader voglio diventare?

Sono domande meno rassicuranti di una To Do List.
Una To Do List ci dice cosa fare e ci permette di mettere una spunta quando abbiamo finito.Il To Be non si spunta. Si costruisce e soprattutto richiede una scelta.

Prima decido chi voglio essere, poi scelgo cosa fare

Questo passaggio cambia anche il significato delle azioni.
Se decido, per esempio, che voglio essere un leader capace di far crescere l'autonomia delle persone, alcune delle mie decisioni quotidiane cambieranno.
Davanti a un collaboratore che mi porta un problema, potrei evitare di dargli immediatamente la soluzione.
Potrei fare una domanda, potrei lasciargli uno spazio di ragionamento, potrei accettare che svolga un'attività diversamente da come l'avrei svolta io, potrei persino tollerare qualche errore che avrei potuto evitare intervenendo direttamente.

Non perché improvvisamente abbia dimenticato come si fa, ma perché ciò che faccio è diventato coerente con chi ho deciso di essere.
Ed è qui che anche la delega smette di essere semplicemente una tecnica organizzativa.

Delegare significa anche accettare di non essere più la persona che deve fare tutto bene; significa assumere un'identità professionale diversa.

Comportati come se

C'è uno strumento di Problem Solving Strategico che trovo particolarmente utile in questo passaggio: il "comportati come se".

La domanda è apparentemente semplice: Se fossi già il leader che voglio diventare, cosa farei diversamente oggi?
Non fra un anno, non quando mi sentirò finalmente pronto.
Non quando avrò acquisito abbastanza sicurezza, oggi.

Se fossi già un leader capace di delegare, quale attività lascerei fare a qualcun altro?
Se fossi già un leader capace di ascoltare, in quale conversazione parlerei un po' meno?
Se fossi già un leader autorevole, quale decisione prenderei senza cercare continuamente conferme?
Se fossi già il professionista che voglio diventare, quale comportamento metterei in atto?

Non fingere di essere. Allenati a diventare.

Il concetto può ricordare il famoso fake it till you make it, ma credo sia importante fare una distinzione.
Non significa fingere di possedere competenze che non abbiamo o costruire una versione artificiale di noi stessi.
Significa anticipare attraverso il comportamento alcuni elementi dell'identità che vogliamo costruire.
Immagino chi voglio essere.
Scelgo un comportamento coerente con quell'immagine.
Lo sperimento.
Osservo cosa accade.
Imparo.
Lo ripeto o lo correggo.

E, attraverso l'esperienza, quel comportamento progressivamente smette di essere qualcosa che sto provando a fare e diventa parte del mio modo di essere.

To Be e To Do non sono avversari

Per questo non credo che dobbiamo scegliere tra essere e fare.
Sarebbe un'altra dicotomia poco utile.
All'inizio della carriera spesso è il fare che contribuisce a costruire ciò che pensiamo di essere:

To Do → To Be

Ma arriva un momento in cui possiamo invertire consapevolmente la direzione:

To Be → To Do

Decido chi voglio essere e scelgo comportamenti coerenti.
E quei comportamenti, ripetuti nel tempo, rinforzano a loro volta la mia identità.

To Be → To Do → To Be

Un circolo virtuoso.
Forse è proprio questo uno dei passaggi più delicati nel diventare leader.
Smettere di chiedersi soltanto "Cosa devo fare per dimostrare il mio valore?" e cominciare a chiedersi "Chi voglio essere nel ruolo che sto assumendo?"
Per poi tornare al fare, ma questa volta con una direzione.


Antonia Galvagna
Antonia Galvagna

Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."

Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.


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