Lo dico per il tuo bene
Quante conversazioni della nostra vita sono iniziate così?
Alcune veramente illuminanti, altre un po' meno.
Da qui parto per parlare dell'arte della critica, ma quella costruttiva veramente!
Lo dico per il tuo bene!
In quante conversazioni della nostra vita abbiamo sentito questa frase?
Alcune volte quanto enunciato corrispondeva a verità altre volte invece ciò che arrivava era qualcosa di assolutamente inopportuno che il più delle volte rischiava anche di ferire.
Fortunatamente nella mia crescita personale ho appreso come tutelarmi in queste situazioni e portare via solo il meglio, se c’è.
Oggi in tre semplici passaggi ti porto a ristrutturare il nostro rapporto con la critica.
La critica è un potente e utile strumento, se usato bene.
Siamo figli di una cultura di pensiero che enfatizza la critica, siamo portati spesso a notare, attivando in modo non sempre utile il SAR - sistema di attivazione reticolare, ciò che non va anziché ciò che va.
Questo non è necessariamente un male, se contestualizzato.
Il capello nero di Edward De Bono è utilissimo in una fase di valutazione dei rischi. É infatti a pieno diritto uno dei 6 cappelli per pensare. Perché il metodo funzioni questo cappello deve essere usato insieme a tutti gli altri.
3 punti per ottenere il massimo risultato in ogni situazione.
1. comportamento e identità
All’inizio ho scritto la frase provocatoria ed evocativa “lo dico per il tuo bene!”
Al di là del fatto che mi viene proprio naturale pensare e alcune volte dire “che ne sai tu di che cosa è il mio bene”, ti invito a notare se chi sta criticando rivolge la sua attenzione sul tuo comportamento o sulla tua identità.
Mi spiego
Sei un incompetente - frase poco utile
La tua prestazione lavorativa di lunedì non mi ha soddisfatto
La prima frase non argomentata è inutile e anche se è argomentata, c’è un buon rischio che la conversazione sia eccessivamente asimmetrica e conflittuale o frustrante.
La seconda frase ci da modo di approfondire e cogliere non solo cosa eventualmente è stato insoddisfacente e di conseguenza migliorabile e soprattutto ci consente di ragionare anche e soprattutto sul come migliorare.
Troppo spesso mi capita però - ahimè - di notare che non sempre le persone sanno dire perché non sono soddisfatte e spesso accade che non hanno nemmeno l’idea di cosa desideravano accadesse. Non hanno quello che in gergo chiamo un indicatore di soddisfazione.
Quando capita questo, abbiamo l’occasione di creare insieme all’interlocutore quell’indicatore e allinearci su un comune campo di confronto.
Questi passaggi innescano un processo virtuoso di miglioramento.
2. in ogni situazione si impara
Nelle ultime settimane ho avuto parecchie occasioni di passare dall’altra parte della barricata e ascoltare relatori o riunioni gestite da altri professionisti.
In queste occasioni attivo il SAR per trovare ciò che mi piace e ciò che posso imparare per diventare sempre più performante nelle mie attività.
Come dico spesso “ogni occasione della vita, ogni incontro ci insegna sempre qualcosa. Ci insegna cosa vogliamo essere o anche cosa non vogliamo essere”.
Il punto seguente è strettamente collegato a questo e parte dal presupposto di una lezione di vita: “Piuttosto che criticare, agisci.”
3. eccellenza e perfezione
Alcune volte nella vita non agiamo perché attendiamo di essere perfetti e aspettando di diventare perfetti restiamo bloccati. E quando vogliamo essere perfetti alleniamo la critica poco costruttiva sia nei nostri confronti sia nei confronti di chi non ha aspettato di essere perfetto, ma ha deciso di essere eccellente e, a seguito di quella decisione, ha agito.
Magari è partito da un prototipo e, accogliendo la dura ma fondamentale legge dell’errore, si sta impegnando per migliorare. Lui è lì e noi lo osserviamo. Lui ha agito, noi critichiamo da fermi.
Se assisti a qualche cosa che non ti soddisfa, qualche cosa per cui senti partire la critica poco utile:
- chiediti come la potresti fare meglio.
- Se rispondi a te stesso che non lo sai, osserva, scopri, chiedi, informati
- Agisci
Allena il feedback invece che la critica.
Allenalo analizzando la tua performance e allenalo analizzando la performance di chi osservi.
Non hai idea di quante informazioni preziose puoi collezionare ogni singolo giorno della tua vita. Perché osservando si impara e imparando poi si fa!
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.