Nova Eroica Buonconvento
A una settimana da Nova Eroica Buonconvento condivido alcune riflessioni e lezioni di vita.
Perchè la teoria deve scendere nei muscoli. É lì il luogo della differenza.
Cosa mi ha insegnato la Nova Eroica Buonconvento? Te lo racconto!
Il 25 giugno ho provato l’emozione di approcciare le Crete Senesi in bicicletta.
Mi ero iscritta a questa gara a dicembre ed era un obiettivo ben formato.
Era infatti a tutti gli effetti espresso in positivo, misurabile, fattibile e ambizioso, in mio controllo, ecologico, aveva una data di scadenza.
La prima cosa che vi dico è che scrivere gli obiettivi aiuta. É una prova provata. Ma non basta.
Questa gara mi ha insegnato un sacco di cose che qui condivido con te che mi stai leggendo.
In questo caso specifico ho imparato che è vero che l’obiettivo era sotto il mio controllo, ma gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo.
Uno stop forzato di un mese e mezzo su una situazione già non ottimale di allenamento ha avuto un ruolo importante.
Il secondo punto di riflessione riguarda l’importanza di avere chiara la propria identità e il proprio registro di priorità.
Ogni sogno ha un prezzo da pagare e ogni scelta comporta una rinuncia.
Avere chiari identità e valori aiuta a scegliere e non soffrire per i cambiamenti di rotta, ma a riflettere e identificare le aree di miglioramento.
Ho intrapreso la libera professione da quasi due anni e sto ancora misurando le scelte.
Ho investito tanto e sto investendo nella mia formazione per identificare con maggior precisione e dettaglio la mia area di intervento e questo ha comportato alcune scelte di cui sono stata disposta a pagare il prezzo.
A una settimana dalla gara mi sono posta la domanda: vado e imparo o rinuncio e riposiziono l’obiettivo al prossimo anno?
Ho deciso di andare e imparare soprattutto alla luce del prossimo appuntamento di ottobre, quando raggiungerò le terre toscane per l’Eroica, manifestazione che in questo caso si corre con bici “storiche”. La mia compagna di pedalata in quel caso sarà una Pinarello anni 70.
L’esperienza di sabato, dove mi sono trovata a domandarmi se sono peggio le salite spacca gambe o le discese spacca mani da quanto devi tirare i freni, mi ha fatto l’effetto di un corso full immersion, un reale boot camp.
Ne sono uscita con alcune consapevolezze solide:
- nella vita bisogna essere caparbi non testardi
- cogli ogni occasione per comprendere cosa puoi fare meglio e poi fallo
- ogni volta che dici di sì a qualche cosa stai dicendo di no ad altro, restane consapevole
- chiediti sempre chi sei e cosa vuoi e non aver paura della risposta, perchè lì trovi la direzione
- quando fai una cosa per la prima volta, ricordati che la cosa più importante che stai imparando è proprio questo: stai imparando e facendo esperienza.
Alla fine ho portato a casa 45 km con 550 metri di dislivello e 1150 calorie bruciate, ma soprattutto una lezione che mi ha consentito di applicare il ciclo di Deming.
Ma soprattutto mi sono portata a casa immagini e colori "togli respiro" che non avrei mai visto se non avessi accolto i miei limiti e avessi rinunciato a imparare.
Perchè nella vita alcune volte essere ultimi ci ricorda che siamo i primi di quelli che non hanno rinunciato.
Ps: all'arrivo ho dichiarato che avevo tagliato un pezzo importante prima di accettare la medaglia di partecipazione. Mi hanno detto che me la meritavo comunque, fosse anche solo per l'onestà.
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.