Il potere della condivisione e la preziosità del potenziale

Il potere della condivisione e la preziosità del potenziale

Uscire da schemi di valutazione precostituiti, scoprire la magia che sta dietro a ogni persona e professione, abbandonare etichette e pregiudizi, che come ci ricorda Bobbio sono infatti qualche cosa che sta prima del giudizio, ci porta a scoprire un mondo nascosto.

Il potere della condivisione e la preziosità del potenziale

Da quando sono libera professionista sono tornata a vestire anche i panni della trainer.
Insegno in aule diverse rapportandomi sia con giovani lavoratori nei corsi di apprendistato, sia con manager con anni di esperienza.
La cosa che mi stupisce molto è che indipendentemente dall’esperienza e dall’età, un discorso che tocca le corde più profonde di tutti è il rapporto con i risultati ottenuti o con i fallimenti.

Portare a ragionare su cosa si può intendere come successo o fallimento, apre sempre degli interessanti spazi di riflessione.
Mi appassiona mettere il focus sulla forza emozionale delle persone che incontro, notare come, creando il giusto mood, emergano idee, sentimenti ed emozioni che convergono in considerazioni profonde.

Mi tornano a mente le considerazioni di John C. Maxwell, uno dei massimi esperti di leadership, quando ci ricorda che una persona emozionalmente forte impara dai propri errori, non si siede sugli allori quando le cose vanno bene, perchè sa benissimo che il successo di ieri non garantisce quello di domani.

𝑼𝒏𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂 𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒇𝒐𝒓𝒕𝒆 𝒔𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊 𝒓𝒊𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂𝒕𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒊𝒎𝒎𝒆𝒅𝒊𝒂𝒕𝒊, 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒇𝒂𝒍𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒆 𝒍𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒗𝒊𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒗𝒊𝒍𝒖𝒑𝒑𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒔𝒊𝒍𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆 𝒍’𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐𝒓𝒊.

Mi piace e mi riconosco nel suggerimento di John C. Maxwell di concederci 𝙞𝙡 𝙡𝙪𝙨𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝙥𝙧𝙞𝙣𝙘𝙞𝙥𝙞𝙖𝙣𝙩𝙞.

Ogni volta che entro in aula, sono emozionata come la prima volta, annuso il clima, misuro il polso e poi mi ci butto a capofitto, parlando prima con il cuore e poi con la testa e ricevendo in dono, esperienze, confidenze, vita!

I pensieri producono azioni e il nostro agire determina il nostro destino.

Vi faccio un esempio.
Quando insegno agli apprendisti potrei partire con il pensiero poco utile che “𝙞𝙣𝙩𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙤𝙗𝙗𝙡𝙞𝙜𝙖𝙩𝙞 𝙖 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚, 𝙛𝙞𝙜𝙪𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙨𝙚 𝙜𝙡𝙞 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙚𝙨𝙨𝙖”. E vi racconto di più: nella maggior parte dei casi non hanno neppure scelto il modulo formativo che frequentano!

E invece sapete cosa accade? il più delle volte magia!

Si scoprono potenziali, nella diversità di esperienze e nella costrizione di dover passare del tempo insieme imparando qualche cosa termino le lezioni senza sapere se ho più dato o ricevuto.

Posso partire con una idea di come voglio fare lezione, ma per trarre il massimo da un’idea devo esprimerla e condividerla.
La condivisione mi obbliga alla chiarezza, al coraggio di mettere in discussione il mio punto di vista e facendo così allargare il mio orizzonte.

Sottoscrivo a pieno l'idea per cui 𝙥𝙚𝙧 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙨𝙛𝙞𝙙𝙖 𝙘’𝙚̀ 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙤𝙡𝙪𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙖𝙡𝙡𝙚𝙣𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙡𝙖 𝙘𝙧𝙚𝙖𝙩𝙞𝙫𝙞𝙩𝙖̀ 𝙖𝙪𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙡𝙚 𝙤𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙩𝙧𝙤𝙫𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙢𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤𝙧𝙚.

Certo ci vuole tempo, pazienza e allenamento. Ci vuole il coraggio di accettare che non sempre vada tutto bene e bisogna riscoprire la nostra ingenua creatività.

𝙻𝚊 𝚌𝚛𝚎𝚊𝚝𝚒𝚟𝚒𝚝à 𝚑𝚊 𝚍𝚞𝚎 𝚊𝚜𝚙𝚎𝚝𝚝𝚒 𝚌𝚘𝚖𝚙𝚕𝚎𝚖𝚎𝚗𝚝𝚊𝚛𝚒:
𝚕𝚊 𝚜𝚘𝚕𝚒𝚝𝚞𝚍𝚒𝚗𝚎 - 𝚚𝚞𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚒𝚗 𝚌𝚞𝚒 𝚖𝚒 𝚌𝚑𝚒𝚞𝚍𝚘 𝚙𝚎𝚛 𝚍𝚊𝚛𝚖𝚒 𝚞𝚗 𝚏𝚎𝚎𝚍𝚋𝚊𝚌𝚔 𝚜𝚞𝚕𝚕’𝚊𝚌𝚌𝚊𝚍𝚞𝚝𝚘 𝚎 𝚙𝚎𝚗𝚜𝚊𝚛𝚎 𝚊 𝚗𝚞𝚘𝚟𝚎 𝚒𝚍𝚎𝚎 𝚎 𝚛𝚒𝚜𝚝𝚛𝚞𝚝𝚝𝚞𝚛𝚊𝚛𝚎 𝚕’𝚎𝚟𝚎𝚗𝚝𝚞𝚊𝚕𝚎 𝚏𝚊𝚕𝚕𝚒𝚖𝚎𝚗𝚝𝚘
𝚕𝚊 𝚌𝚘𝚗𝚍𝚒𝚟𝚒𝚜𝚒𝚘𝚗𝚎 - 𝚒𝚕 𝚖𝚘𝚖𝚎𝚗𝚝𝚘 𝚍𝚒 𝚟𝚎𝚛𝚒𝚏𝚒𝚌𝚊 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝚋𝚘𝚗𝚝à 𝚍𝚎𝚕𝚕’𝚒𝚍𝚎𝚊.

Per me condividere è emozione e potenza, rischio e vitalità e prende il via dalla mia abitudine di considerare ogni persona che incontro come un potenziale.

Uscire da schemi di valutazione precostituiti, scoprire la magia che sta dietro a ogni persona e professione, abbandonare etichette e pregiudizi, che come ci ricorda Bobbio sono qualche cosa che sta prima del giudizio, ci porta a scoprire  un mondo nascosto.

𝗔𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗲𝗱 𝗲𝘀𝗽𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶!

Facciamolo in ogni momento della nostra vita!

Chiudo questa riflessione con un invito: volete scoprire un modo diverso di vedere le cose?
Lo potete fare con le carte dei mestieri e i giochi che hanno inventato le ideatrici di Designer in gioco, Marzia Bianchi, Roberta Buzzacchino, Luisa Carrada, Maria Cristina Lavazza.
Uno su tutti? Analizzare un problema attraverso le fasi del design-thinking e i mestieri abbinati.

E sono certa che quando questo arriverà in molte aziende ci sarà del sano divertimento e una buona esplorazione di potenziali per tutti.

𝑰𝒎𝒑𝒂𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒂 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒇𝒂𝒍𝒍𝒊𝒓𝒆𝒎𝒐 𝒎𝒂𝒊!


Antonia Galvagna
Antonia Galvagna

Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."

Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.


instagram linkedin email telefono whatsapp