Chiara ed efficace: check list per evitare conflitti e fraintendimenti
Sapere cosa dobbiamo comunicare non basta.
Dobbiamo sempre abbinare il giusto come. In mezzo alcuni accorgimenti che compongono una efficace check list. Scoprila!
Sapere cosa dobbiamo comunicare non basta.
Dobbiamo sempre abbinare il giusto come.
Durante questi mesi in cui sto alternando lezioni con consulenze, ho la fortuna di mappare alcune casistiche che stanno giorno dopo giorno confermando la mia idea.
Potrebbe anche darsi che stia andando alla caccia di indizi che confermino la mia convinzione, vittima anch'io di un bias cognitivo di conferma, ma poco importa se questo mi consente di essere portatrice sana di un miglioramento negli approcci comunicativi e nelle attività di team building, ma anche più in generale della qualità di vita delle persone che incontro.
E proprio riflettendo sugli episodi delle ultime settimane mi è tornata a memoria una richiesta palesata nel questionario che ho fatto girare tra alcune persone di cui ho molta fiducia rispetto a cosa avrebbero voluto leggere nel mio blog.
Una richiesta riguardava nello specifico i conflitti interpersonali, come gestirli e soprattutto prevenirli.
Ecco la mia teoria in 7 passi:
1 . parti sempre da un obiettivo chiaro - sembra scontato ma non lo è
2 . ascolta attentamente e osserva attentamente ciò che ti viene detto
3 . ricorda che le parole sono solo la manifestazione grafica e sonora di esperienze
4 . impara a usare bene le domande
5 . non avere paura ad essere chiaro - non è la vaghezza che ci salva dal conflitto, anzi
6 . usa il "come" giusto
7 . usa testa e cuore
Ti porto nel dettaglio.
1 . Il cosa voglio dire è strettamente legato all’obiettivo che voglio raggiungere. A sua volta l’obiettivo mi fa scegliere la strategia e il modo, oltre che il mezzo. Chiarificare questo semplifica notevolmente la nostra comunicazione.
Non solo la vita, ma anche la comunicazione ha bisogno di un obiettivo chiaro. Cosa voglio ottenere dalla mia comunicazione? Ascolto, accordo, attenzione, approvazione, coinvolgimento.
2. Ascolta per comprendere e non per ribattere. O meglio posso anche voler ribattere, ma più ascolto con attenzione più aumento anche le possibilità di ribattere a ragion veduta. Evita come la peste la lettura del pensiero. Fai dire al tuo interlocutore ciò che pensa. Questa strategia ha un potere enorme. Ti consente di comprendere se hai avuto una giusta intuizione o se stai prendendo una cantonata mostruosa. Preserva da figure di emme e ti fa formulare una risposta molto più efficace.
Il punto 3 e 4 sono fortemente interconnessi tra loro e con il punto 2. Le parole raccontano, ma spesso non dicono tutto quello che ci sembra dicano. Chiedi, sii interessato a cosa ti dice il tuo interlocutore. In comunicazione e in leadership vince chi è interessato non chi è interessante. .
5. Assumiti la responsabilità del tuo pensiero e non avere timore ad esprimerlo. Concentrati sul modo piuttosto che sul contenuto. Evitare di essere chiari per paura del conflitto, non evita il conflitto, ma spesso lo rimanda solo. Per di più aumenta il rischio di alimentare aspettative disattese.
6 . Impara a usare con consapevolezza tutti e tre i livelli della comunicazione. Acquisisci padronanza non solo nella scelta delle parole, ma anche del tono e della comunicazione non verbale. E se proprio proprio sei in difficoltà, usa la carta dell’autenticità. Una voce rotta dall’emozione, non è necessariamente un punto di debolezza, se contestualizzata bene.
7 . E soprattutto usa sempre testa e cuore. Le persone sentono se sei autentico! E soprattutto ricorda che sono sempre le persone che fanno la differenza! Sono le persone che cambiano le persone.
Trova il tuo modo, ma ripassa mentalmente questi 7 punti a modi check list e noterai che nel giro di poco i risultati ti stupiranno.
Questa è una check list che mi sta dando veramente la possibilità di allenare molto bene le persone attraverso la presa di cosapevolezza e la decisione di potenziare di volta in volta il punto più debole: perchè ne basta uno per far risultare tutto il processo più fragile.
Mi sarebbe molto più facile spiegartelo di persona, ma qui ho voluto darti già dei validi spunti di riflessione.
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.