Attenzione alle parole
Le parole sono carezze o pugni.
Proiettili o balsami.
Facciamo attenzione a come parliamo e come ci parliamo.
Comunicare è un'arte e come tutte le arti va allenata.
Le parole hanno pesi ed effetti. Cadono in luoghi diversi del nostro io.
Producono effetti differenti di cui alcune volte non siamo nemmeno del tutto consapevoli
Almeno fino a quando non ci fermiamo a riflettere o non troviamo qualcuno che ci fa riflettere.
Mi spiego meglio con un esempio.
Nota la differenza che c’è tra dirsi: "che stupida che sono stata" e "ho fatto proprio una cosa stupida".
Ascolta il suono delle parole e le emozioni che suscitano.
Nel primo caso "che stupida che sono stata" etichetta l'identità, mi attacca proprio addosso l'identità della "stupida".
Il secondo caso giudica il comportamente, mi fa rendere conto che ho adottato un comportamento non utile rispetto a una situazione.
Mentre è sufficientemente facile cambiare comportamento, adottandone uno più consono, è molto più difficile lavorare a livello di identità.
La stessa cosa capita quando parliamo con una persona e sentiamo che attacca la nostra identità invece che il nostro comportamento.
Dobbiamo essere veramente centrati e consapevoli del nostro valore per riuscire a cogliere il feed back che questa persona ci vorrebbe dare, senza perdere le staffe o, ancora peggio, sentirci feriti.
Quello che capita più spesso è che la comunicazione è interrotta con un grave danno reciproco.
E ancora, quando dobbiamo o vogliamo dare un feed back di qualità, ricordiamoci che è vietato attaccare l'identità della persona.
Il focus della conversazione deve essere sempre e solo il comportamento.
Attenzione alle parole, usiamole con cura.
E soprattutto ricorda: si può imparare a parlare e a parlarsi bene! Sempre!
Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.