Aspettative e responsabilità
Oggi, raccontandoti un po' quello che sto facendo, voglio guidarti a comprendere come essere responsabili e gestire bene le proprie aspettative può fare la differenza. Perchè uno dei mie compiti è allenarti a fare la differenza, sempre!
Oggi ti racconto un fatto che ha acceso in me la lampadina della riflessione.
Da quando sono diventata libera professionista sono anche tornata in aula, cosa che facevo regolarmente fino a 10 anni fa, e l’ho fatto con aule sfidanti.
Per certi versi considero tutte le aule sfidanti, ma alcune lo sono più di altre.
In questo caso le sfide sono rappresentate da:
- ore di lezione - 4 consecutive
- mezzo - zoom
- allievi - formazione obbligatoria legata al contratto di apprendistato.
Già la parola "formazione" occastata a "obbligatoria" nella mia mappa del mondo rappresenta un problema.
La formazione che coinvolge adulti dovrebbe essere più un diritto che un dovere, ma soprattutto una scelta!
Diciamo che per quanto riguarda questo tipo di intervento, sono sempre stata d’accordo sulla positività d’intento, un po’ meno sulle modalità di realizzazione. Ma questo è un mio personale punto di vista.
In linea generale un buon 80% delle persone che ho incontrato fino ad oggi non hanno nemmeno scelto i moduli che seguono e quindi si ritrovano ad entrare in aula con una motivazione molto bassa.
Le classi virtuali che incontro sono composte da persone di età e professione diverse. Posso avere in aula contemporaneamente diciannovenni neodiplomati come ingegneri di 26 anni. Quindi puoi immaginare come i vissuti personali e professionali siano molto diversi.
Ma ci sono alcune cose che spesso accomunano tutti, ahimè:
- non hanno aspettative rispetto al corso che stanno frequentando
- hanno scarsa motivazione
- non riescono a cogliere l’opportunità e soprattutto non si sentono responsabili rispetto ai risultati che possono raggiungere.
Nel modulo dedicato all’accoglienza faccio con i miei allievi un lavoro specifico rispetto a:
- cosa si aspettano dal corso
- cosa vogliono evitare che il corso sia
Come capita spesso nella vita di tutti i giorni e nella mia vita da coach, è molto più facile che le persone sappiano che cosa non vogliono rispetto a sapere che cosa vogliono.
Capita però allo stesso tempo che anche quando sembra che esprimano una preferenza, la loro descrizione sia invece il festival delle generalizzazioni.
Diventa a quel punto per me divertente e sfidante portarli in verticale in questa realtà e tirarli dentro alla specificità descrittiva.
Dire genericamente "mi aspetto che il corso sia utile" o "mi aspetto il il cosro non sia noioso", sembra dare parametri, ma invece tiene tutto molto in superficie e soprattutto evita a chi espreime questi pensieri di comportarsi in modo responsabile.
Una delle soddisfazioni più grandi l’ho avuta verso il termine di una delle ultime lezioni quando un partecipante mi ha detto che lo avevo fatto riflettere su alcuni dettagli importanti.
E così mi ha detto: "Sai abbiamo chiesto una lezione interattiva e non noiosa, un corso dinamico e poi siamo stati i primi a non partecipare e a essere poco presenti. Se non fosse stato per te che ci stanavi e punzecchiavi, portandoci a esprimere il nostro punto di vista, forse nessuno di noi lo avrebbe fatto".
E per concludere mi ha chiesto il mio pensiero su questo aspetto.
Mi ha così dato la possibilità di mettere il focus su aspettative e responsabilità.
Sintetizzando potrei dire che: se vuoi ottenere qualcosa nella vita devi prendertene la responsabilità e non devi aspettare che sia qualcun'altro a fare la tua parte.
Aggiungo che questa avventura nel mondo della formazione obbligatoria è per me fonte di grande ispirazione.
Se riesco a far nascere anche solo una riflessione così, so che quelle ore sono ben investite, per me e per loro.
E a te che stai leggendo dico di più: questi passaggi sono importanti qui, ma anche nella formazione aziendale voluta dal management e non ultimo durante le riunioni di team!
Riflettiamoci!
Per il momento aggiungo che è bello sentirsi dire da chi non si aspettava nulla che le mie ore sono state utili e piacevoli, ma non nascondo che sarebbe molto più soddisfacente se questo feedback fosse dato a fronte di un obiettivo di utilità specifico con il quale i partecipanti hanno varcato la soglia, seppur virtuale, dell’aula.
Molto diverso dire: "Che figata, me lo aspettavo proprio così" da "Molto meglio di come me lo immaginavo"!
Mai contenta? Probabile! Ma sono i dettagli a fare la differenza!
E io voglio allenare le persone a fare la differenza, nella propria vita e in quella degli altri! Sempre!
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Antonia Galvagna
Ideatrice del metodo "Around the Corner - Anche se il mondo è tondo tutto ciò che cerchi è dietro l’angolo."
Il mio perché: Essere la persona che avrei voluto incontrare nei momenti di svolta della mia vita.